Il successo di una strategia di digital marketing

digital marketing e marketing tradizionale

Sommario

 

Da dove cominciamo

Le differenze tra digital marketing e marketing tradizionale

Cosa voglio ottenere dalla strategia di digital marketing?

Come faccio a raggiungere i miei obiettivi?

Concludendo

Da dove cominciamo

Quando pensiamo a sviluppare una strategia di digital marketing pensiamo che l’obiettivo primario sia far crescere la nostra attività.

E’ assolutamente giusto e corretto, ma in realtà la crescita dell’azienda non è l’obiettivo; è il risultato a cui si arriva sviluppando le corrette attività di comunicazione digitale.
Cosa dobbiamo fare, allora, per implementare una strategia di digital marketing che abbia successo?
Cominciamo con il rispondere a due domande, che sembrano molto semplici, ma non lo sono se non vengono comprese fino in fondo:
– cosa voglio ottenere dalla strategia di digital marketing?
– come faccio a raggiungere i miei obiettivi?
Per rispondere a queste domande, dobbiamo prima comprendere che il marketing digitale ha delle caratteristiche decisamente diverse dalla comunicazione tradizionale.

Papiro

Le differenze tra digital marketing e marketing tradizionale

Un cartellone pubblicitario, una rivista, la televisione o la radio non possono decidere da chi farsi vedere o ascoltare. 

La comunicazione tradizionale può indirizzarsi verso macro gruppi: promuoversi su una rivista per sportivi, fare pubblicità in televisione nei canali per bambini.
Il marketing digitale segmenta gli utenti con molto più dettaglio. Può orientarsi ai runner donna, 40/50 anni, di un quartiere di Milano che corrono tra le 06:00 e le 08:00 del mattino.
Nel marketing tradizionale l’utente non svolge nessuna azione immediata: immagazina il messaggio per riutilizzzarlo quando deciderà opportuno farlo.
Il digital marketing, invece, prevede che l’utente sia spinto a compiere un’azione nel momento in cui riceve la comunicazione, non nel futuro.
Questa azione compiuta dall’utente si chiama conversione. Il marketing tradizionale invia il messaggio a tanti e aspetta che nel tempo arrivino conversioni; il digital marketing invia il messaggio a un numero inferiore di utenti, ma ottiene subito conversioni.

marketing

Cosa voglio ottenere dalla strategia di digital marketing?

Torniamo, quindi, alla domanda. “Cosa voglio ottenere da una strategia di digital marketing?” equivale a chiedersi: “Quale conversione voglio? Quale azione desidero che l’utente svolga?”

L’obiettivo dell’azienda è vendere un prodotto attraverso il proprio e-commerce? Quello che l’azienda vuole è che la conversione, quindi l’azione messa in atto dall’utente alla ricezione del messaggio, sia di concludere l’acquisto online.
L’obiettivo dell’azienda è far aumentare le visite al proprio sito? La conversione è portare il cliente sul proprio sito, non necessariamente per concludere una vendita.
L’obiettivo dell’azienda è vendere attraverso il proprio negozio fisico? La conversione è portare il cliente dentro il negozio a comprare quello specifico prodotto, pensato proprio per lui.
L’obiettivo è creare un database con quante più informazioni possibili sullo stile di vita degli utenti? La conversione è l’iscrizione a una newsletter, l’interazione azienda/utente sui social, la partecipazione a eventi (online o fisici).

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Come faccio a raggiungere i miei obiettivi?

Adesso che abbiamo capito cosa possiamo ottenere da una strategia di digital marketing, vediamo di capire come poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Alcuni esempi di obiettivi li abbiamo appena elencati. 

Ovviamente ce ne sono molti altri. Ma come fare in modo che questi si realizzino? Grazie al piano editoriale.
Innanzitutto vanno definite le tempistiche. Il piano editoriale permette di programmare la comunicazione giorno per giorno: ogni giorno l’azienda sa che cosa viene pubblicato e ha modo di verificare se si stanno raggiungendo gli obiettivi posti.
In secondo luogo il piano editoriale crea consequenzialità. La comunicazione deve seguire un filo logico che comincia da un punto A e arriva a un punto B. Comunicare non è un’azione casuale, ma è frutto di programmazione.
In ultima analisi, il piano editoriale permette di dar seguito alla segmentazione dei clienti: la comunicazione avviene in maniera differente a seconda del mezzo con il quale si comunica e del target da raggiungere.

evoluzione

Concludendo

La conseguenza delle campagne di digital marketing è far crescere la propria azienda e acquisire quote di mercato.

Oggi abbiamo visto cosa dobbiamo fare per sviluppare una strategia di digital marketing:
– darci degli obiettivi chiari e specifici e non vaghi e generici;
– definire le azioni che vogliamo far compiere agli utenti;
– programmare le attività tramite la stesura di un piano editoriale;
Solo dopo aver fatto questi passaggi, allora, è possibile iniziare a sviluppare delle campagne di marketing efficaci e di successo.
Solo due note conclusive.
Ovviamente tutto ciò si può fare solo dopo aver fatto un’attenta verifica del sito, del blog, dei social networks e di qualsiasi canale digitale dell’azienda. Prima di partire a sviluppare bisogna, se necessario, sistemare quello che già esiste. Non posso, per esempio, pensare di far arrivare gli utenti sul mio sito se non si capisce il sito cosa promuove o se è molto lento a caricare le pagine.
Quando parliamo di acquisire quote di mercato, dobbiamo andare oltre al concetto tradizionale. Nel mondo analogico se l’azienda A, che opera in un mercato maturo, acquisisce quote di mercato, ci sarà un’azienda B che ne perde, perchè la quota di mercato totale è sempre 100.
Nel mondo digitale questa equazione non è necessaria; il digitale sta creando, anche in mercati maturi, nuove opportunità aumentando la quota totale del mercato. Molti utenti si avvicinano a prodotti/servizi che in un mondo analogico non avrebbero potuto avere. Un esempio? Il piccolo produttore di sugo siciliano un tempo poteva vendere solo nella sua provincia, se era bravo in tutta la Sicilia. Oggi il piccolo produttore di sugo siciliano può vendere a New York: ovviamente anche questo non è un miracolo del digitale, è necessario strutturare l’azienda per farlo, ma potenzialmente si può fare.